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2006/5/29 Ideally...Don Quijote de la Mancha!"In un borgo della Mancia, di cui non voglio ricordarmi il nome, non molto tempo fa viveva un gentiluomo di quelli con lancia nella rastrelliera, scudo antico, ronzino magro e cane da séguito" Il curioso personaggio di Cervantes è nel nostro immaginario un autentico cavaliere improvvisato, ed ancor più un pazzo affermato. Povero cinquantenne che poco aveva da fare, capace solo di riempirsi la testa di panzane inesistenti, tanto più belle quanto più lontane dalla realtà. Eppure è strano. Quel "figliuolo secco, allampanato, strambo, con la testa piena dei più disparati pensieri", sbeffeggiato dal suo Autore e umiliato dalla sua storia lo senti un pò tuo, proprio mentre sorridi osservando il suo vano tentativo di sopperire con una barbozza di cartone alla mancanza di una di metallo, osservando il suo essere impacciato, e la sua volubile testardaggine. No, Don Chisciotte non è un cinquantenne. Don Chisciotte ha 6 anni, ne ha 15, 43, 81, 25, 33, 22. Don Chisciotte è quel punticino che sta davanti allo specchio dentro la tua anima. Ammettilo adesso. Quanti scudieri hai avuto nella tua vita? Forse tanti, forse pochi, ma almeno uno credo di si. E costui aveva proprio nome Sancho. E di cognome faceva Panza. Bravo scudiero, buon amico, semplice e di buon senso. Troppo di buon senso, troppo semplice e troppo concreto. Pochi sogni in testa e tanto materialismo: una buona persona e un prodotto della società. E non più un amico, perchè non ti sa guardare dentro, perchè non vede quello che hai dentro, non legge la tua scrittura mentre colori un mondo fatto di idee e pensieri. E dopo un pò, finito l'otre, il buon Sancho si è allontanato da te. Come gli amici del mondo d'oggi. Amici? E idealmente lo intravvedi quello strano omuncolo di Cervantes. Ammettilo che hai combattuto, lancia in resta, con schiere di giganti smisurati. E ti sei proposto di venire a battaglia e di ucciderli tutti! "Non gliel'ho detto che badasse bene a quel che faceva, che non eran che mulini, e che bisognava proprio averne degli altri in testa per non accorgersene?" O forse per accorgersi che quelli erano proprio giganti. E mentre un nuovo Sancho davanti a te urlava, tu spronavi il tuo Ronzinante contro il nemico in fronte a te. E quanti ne hai visti nemmeno lo sai: un'intera società. Quanti mulini a vento che non vogliono cambiare...e basterebbe solo un tocco di sensibilità, di maggior curanza ed interesse! Quando poi sei stanco, ti rifuggi tra le braccia dei tuoi sogni, tra le tue speranze e i desideri, come Don Chisciotte soleva leggere romanzi cavallereschi. E quante volte le tue avventure sono corse di bocca in bocca, ridotte a una serie di buffi casi degni solo di riso, e tu sentivi che dietro a tutto vi era la forza di un ideale nobile e puro? "E' proprio così! - rispose Don Chisciotte - e se non mi lamento del dolore, si è perchè non è concesso ai cavalieri erranti di lamentarsi di alcuna ferita, anche se n'escon le viscere." E se la ferita non strappasse le viscere, ma ti strappasse l'anima? Ammettilo, su. Un cavaliere non è un cavaliere se non conosce dama per cui lottare! "Pare che in un paesetto vicino al suo ci stesse una ragazza, una contadina piuttosto belloccia, di cui un tempo era stato innamorato, ma senza che lei, a quel che si dice, lo sapesse neanche, nè si curasse di lui" Tanto per cambiare, vero? Dulcinea del Toboso le hai dato nome, mentre i tuoi occhi si scioglievano ammirando il suo maestoso incedere, e la tua gola si stringeva udendone l'armoniosa voce, quale è quella di una sirena del mare. Non ti ricordi nemmeno quante volte hai chiesto a Sancho di aiutarti a incontrarla, a conoscerla. A farti conoscere. Ma non v'è modo di toccare il cuore della tua Regina Hominis, poichè le pietre non conoscono cuore, ma sono terribilmente taglienti e lacerano impietosamente l'anima. E a te, mio povero Don Chisciotte, altro non è rimasto che soffrire le pene d'amore, ricordando a Sancho che il mare sarà pure pieno di pesci, ma le sirene sono uniche. La tua è unica, e tale resterà. Ecco perchè Don Chisciotte te lo senti cucito addosso. Perchè Don Chisciotte sei tu, un guerriero del mondo, che fa della pazzia il modo di vedere il mondo con occhi diversi. Perchè, lancia in resta, capisci che questa società annulla la tua corrispondenza tra cose e parole, perchè "i cavalieri non ci sono più!" ti urlano nelle piazze. Ma tu con l'elmo ben fissato in testa affronti l'esistenza, e mentre tutti provano ad annullare l'immaginazione, la fantasia, le tue aspettative e i tuoi sogni, il progetto in cui ti identifichi, sai di essere un antieroe chiamato Don Chisciotte. Sai di essere un cavaliere capace di sognare, e capace di lottare perchè i sogni esistano tra gli orrori che l'uomo miseramente compie ogni giorno. E poco importa se non sei di quella strana strana regione chiamata Mancia. Perchè, idealmente, tu sei Don Chisciotte. Tu, come me. |
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