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2006/2/27 Women's recipe (WARNING: HILARIOUS)Visto che è carnevale, e a carnevale ogni scherzo vale, lo scherzo lo faccio a voi 3 Anna, Chiara e Samantha che siete state le muse del mio sabato sera.
Lo dico in tutta onestà e franchezza...dopo aver passato una settimana a stretto contatto con soli maschi, leggasi ingegneria, leggasi appartamento universitario, il weekend è piacevole passarlo in compagnia dell'opposto sesso: donne! Se poi suddette donne le conosci fin da quando eri un quattordicenne e hanno vissuto assieme a te l'intera pubertà, è facile osservare come cadano tutte quelle barriere che inevitabilmente convolvono i rapporti tra uomo e donna, e le azioni o le parole sono espressione di una naturalezza a 360°.
Ora, gli effetti di una simile situazione sono tra i più divertenti che una persona si possa aspettare, e vi fanno persino dimenticare di avere la tracheite, arrivando ad abbaiare come un cane a fine serata sotto le note di una qualsiasi canzone e una pioggerellina fastidiosa.
Per ottenere la giusta miscela di divertimento è raccomandabile seguire la seguente ricetta (ATTENZIONE: PUO' CAUSARE ILARITA' - DOSARE CON CAUTELA). Tralaltro so già che questa ricetta rovinerà la "fama" del mio blog, ma per una volta si dai, sputtaniamoci per il bene della collettività :)
1- Andare a trovare le ragazze a serata inoltrata, dopo che le medesime si sono già incontrate e hanno provveduto ad ingranare il livello "festa" in stile "magna cum abundantia".
2- Ricordatevi che con le ragazze dovete sempre guidare voi, perchè innanzitutto avrete la giusta lucidità mentale e la corretta concezione di guida maschile che per fare una rotatoria non vi fa girare attorno all'ovale per 150 volte con il rischio di accentuate nausee, ed inoltre perchè potrete aumentare i punti di "savoir-faire" in modo spropositato.
3- Il massimo del divertimento è con 3 ragazze: innanzitutto non andrà mai bene 1 canzone del lettore CD col risultato che anzichè tenere una mano sulle marce, la terrete sul lettore.
Sami:" Ma Fiji (sono io :)), metti su punk!"
Io:"Anna prova a cercare nel cassetto...anzi no non aprirlo non so cosa viene fuori, meglio se cerco io"
Anna:"Fiji cerca di non cercare troppo su di me!"
Ehm...naturalmente ci saranno dei risvolti divertenti anche in altro senso :) Comunque non perdiamo il filo del discorso: il secondo aspetto è che non andrà mai bene la velocità di guida perchè sarà sempre TROPPO ALTA!
Sami:"Fiji guarda che prima o poi mi voglio laureare!"
Io:"Ma Sami è un rettilineo e sto andando a 70 km/h!!"
Chiara:"Fiji fai piano le curveeeeeeeee!"
Mmmm...
4- Lasciate sempre che siano le ragazze a decidere dove andare. Girerete più o meno mezza provincia, dopodichè vi renderete conto che dovrete essere voi a scegliere dove andare, ma nel frattempo il viaggio vi sollazzerà con siparietti estremamente esilaranti:
Sami:"Fiji tocco il soffitto!"
Io:"Sami mi stai distruggendo la capote della 147?!"
5- Siate carini e coccolosi come i pinguini di Madagascar ed entro il termine della serata riuscirete a raggranellare una quantità n, con n tendente a più infinito, di baci affettuosi, valevoli da soli del prezzo del biglietto!
Ragazze ammetto che il sabato sera senza di voi non è lo stesso! (e vorrei ben vedere, mi par sempre di tornare liceale!)
2006/2/24 Rock Soul (sort of)Avete mai provato ad arredare un appartamento o una casa? C'è sempre qualcosa che manca, o qualcosa fuori posto. Sempre. Anche dopo 10 anni: figurarsi dopo un mese! Costruire un blog è un atto piuttosto simile, e anche se le fondamenta reggono, il tappeto non si intona con il colore dei mobili, i mobili non si intonano con lo stile dell'appartamento, la scrivania va spostata in fondo a quella parete...e la parola della settimana non ha più senso. No, ci sarà sempre una parola che TENTERA', poichè non altro può fare, di descrivere il mio attimo presente, ma proprio perchè descrive l'attimo non sarà di una settimana: sarà una "WORD OF THE MOMENT".
Forse a molti di Voi sembrerà un orpello estetico, ma per me è quanto segue:
"There is time in every word
There are words in every reason
And these notes that are unheard
One day, they may find their season"
![]() Ed ora, tempo di giudizi. Paura sdegno e raccapriccio delle nuove generazioni: proprio i giudizi. In effetti non c'è niente che possa far imbestialire un giovane come il pensiero che qualcuno lo stia giudicando.
Beata gioventù ignorante e stolta.
Chi ha detto che l'abito non fa il monaco?
Ciò che sembri, ciò che appari, chi vieta essere ciò che sei?
Beata gioventù ignorante e stolta.
Il problema di fondo è che quando l'uomo si approccia alla conoscenza di un qualcosa di esistente deve necessariamente a mio avviso formulare dei giudizi, perchè tramite essi si gettano le basi della conoscenza presente e futura.
Sono meravigliato di come gli infanti riescano ad essere dei magnifici esempi in quasi ogni campo. Pensate infatti ai bambinetti che, scoprendo il mondo, finiscono col "toccare" (improprio, ma funziona come verbo) il fuoco. Tutti con me: 1-2-3-AHiAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
"Mammaaaaa! Il fuoco scotta!!!!" Ecco, scatta l'accusa del giudizio: e chi l'ha detto che il fuoco scotta? Per te forse. Ma non è un giudizio vero in senso assoluto. E' sempre e comunque un concetto relativo, del quale tuttavia non potrei fare a meno, come se durante tutta la vita creassi una biblioteca vastissima nel cervello in cui tutti i giudizi sono catalogati e schedati perfettamente. Pensateci un momento: chi dice che 2+2 = 4? Perchè non 5? O 6? In fondo in altri tipi di algebra, le situazioni sono completamente differenti, come ad esempio nell'algebra binaria.
Beata gioventù ignorante e stolta.
Lasciate giudicare alla gente. Perchè tutti giudichiamo ogni cosa, senza nemmeno rendercene conto. Non potremmo farne a meno: una persona non può, non deve vivere nel relativismo assoluto. DEVE crearsi una scala di valori, ad immagine del proprio spirito, secondo il proprio processo conoscitivo. Vivere senza valori è come essere in mare senza bussola in una notte di tempesta: è non-vita, è venire sbattuti dalle onde che l'esistenza pone di fronte a noi senza la forza di stare in piedi a tener ritta la barca.
Ma quando sarete chiamati voi a giudicare, giudicate serenamente, con i vostri preconcetti, i vostri valori, ma con la giusta capacità di mutarli strada facendo. Perchè quando sarete chiamati voi a giudicare avrete capito come non vi sia il giudizio assoluto, ma solo vostro proprio: e allora, serenamente, sarete capaci di dialogare con l'altro, e capirete. E, forse, in quel momento vorrete solo credere, voi e la vostra fede.
May It Be.
Ed ora, giudizio libero:
l'anima è rock, il corpo è lento;
la fede è rock, l'integralismo è lento, lentissimo;
le armi sono rock, chi le usa è maledettamente lento;
l'intelletto è rock, i sensi sono lenti;
i giudizi sono rock, l'indifferenza è lenta. Troppo.
la Natura è rock, la società è lenta, ottusa e lenta;
le donne sono rock, gli uomini lenti;
i bambini sono rock, i giovani stupidamente lenti;
l'Amore è rock, l'"amore" è lento;
l'odio è lento;
l'intolleranza lentissima;
la politica è rock, i politici sono lenti, schifosi e lenti;
i valori sono rock, l'idealismo è lento;
la moderazione è rock, l'estremismo è lento;
l'onestà è rock, l'ipocrisia è lenta, cavoli se è lenta.
il silenzio è rock, persino d'oro. La confusione è lenta, la vanità è lenta, il gossip è lento.
Ma se parli, la logorrea è rock.
il Neoclassicismo è rock. Anche il Romanticismo.
Foscolo è rock, Baudelaire è lento;
Canova è rock. Molto rock.
l'integrale di Lebesgue è rock, quello di Riemann lento;
le equazioni differenziali sono rock, e le Trasformate. Specie quella di Laplace.
la comunicazione è rock, la televisione è LENTA! Mamma quanto è lenta.
l'Italia è rock, incredibilmente rock. Gli Italiani? ....
la montagna è rock, la pianura è lenta.
Padova è lenta.
il liberalismo è rock. Davvero, incredibilmente rock.
il liberismo economico è rock, ma con precauzioni
di certo il comunismo è lento, lento, irreale...un'utopia, e le utopie devono rimanere tali.
casa è rock, anzi la sensazione di casa è davvero rock;
la malinconia è rock, ridere nel pianto, mentre tutto ingrigisce e si confonde...
la mamma è rock. La mamma è sempre rock.
la mamma. E il Padre è rock.
il tuo credere è rock.
si, l'anima è rock.
E tu, se davvero vuoi, sei rock. 2006/2/17 1717.
Al liceo era il mio numero nel registro.
17.
Come oggi, venerdì 17.
17.
Come la sfiga di oggi, maledetta influenza che batte in testa. +37,5 gradi Celsius in, -2,0 gradi Celsius out.
17.
Come l'ora di questo intervento, spacca il minuto esatto.
17.
Come l'ora per tornare a casa dopo una settimana di università.
17.
Come 17 stati, gli ultimi della lista dello "Human Development Report" delle Nazioni Unite, anno 2005. Africa.
"WHO IS THIS CHILD THAT I'VE NEVER SEEN BEFORE"
Africa.
Che diavolo è l'Africa non la conosco.
Vocabolario. Africa è un nome proveniente dal modo di indicare tipico dei Romani la zona di Cartagine indicata come "Africa terra". Africa, "terra degli Afri", una tribù barbara probabilmente che abitava l'area di Cartagine. Ma "Afer" può anche derivare dal Fenicio "'afar", "polvere". In Latino "aprica" significa "soleggiato", e il Greco "aphrike" "senza freddo".
Africa adesso capisco. Sud, polvere, caldo. Ma si che la conosco l'Africa, è quel piccolo insignificante posto chiamato "Inferno", qui, sulla Terra.
"WHO DARES TO FALL ASLEEP OUTSIDE MY DOOR"
E guardala quant'è vicina alle Italiche sponde. Ma si che la conosci: la senti spesso in giro per le città. Il gusto del couscous, del tajine, dell'harira...l'odore. L'odore del cinnamomo, del cumino, del peperoncino, del coriandolo...
...spezie. E tè verde. Qualcosa di secco, giù giù più giù, attraverso la sabbia, e le pazzesche escursioni termiche dalla notte al giorno. La polvere del mondo che dorme fuori la nostra porta...
"TO BE INVOLVED WITH THIS WOULD SURELY NOT BE WISE FOR IN THE FINAL WORD SHE MEANS NOTHING TO ME" In fondo cosa rappresenta per me tutto ciò. Non la conoscevo nemmeno l'Africa, chissenefrega. Chissenefrega se in Sierra Leone muoiono 2,000 donne ogni 100,000 nuovi nati. Chissenefrega se in 9 anni di guerra civile, con armi inviate dall ex-Urss sono morte decine di migliaia di persone e oltre 2 milioni di profughi. Chissenefrega se nel sud del Sudan, Darfur, circa 6,7 milioni di persone rischiano di non vedere il domani se non riceveranno aiuti dalla FAO, massacrati da guerre, fame e malnutrizione. Chissenefrega se oggi in Somalia ci sono persone che cercano di sopravvivere aggrappandosi a quei 3 miseri bicchieri di acqua al giorno e qui ci suicidiamo perchè stanchi di vivere. Già. Chissenefrega. "THERE IS NO WAY IN LIFE THAT EACH CHILD CAN BE SAVED, SHOULD I BE LOOKING WITH REGRET AT EVERY GRAVE" Come fai poi in fondo a pensare di salvarli tutti. Tu. Si tu. Che ci pensi a fare? Perchè adesso continui a vedere la sua faccia su ogni volto che scorgi? Me lo continuo a ripetere, ma non riesco a non pensarci adesso. Ma guardala questa pattumiera del mondo. Risorse naturali fondamentali, varietà di climi ideale per la vita. E l'HIV. E la sete. E la fame. E i dittatori. E le guerre. E le carestie. E le malattie infettive. E l'aviaria. Oggi sono passato vicino a un ponte. Mio padre ricordo mi disse che là si suicidò un conoscente. Un suicidio, uno dei tanti, dei troppi.
Un altro stanco di vivere.
Stanco di vivere già. Perchè non lo dici a chi nella pattumiera ci vive che sei annoiato dalla vita? Ma guardali come si aggrappano così disperatamente...
Ti va tutto di merda vero? Ma sì dai un altro giorno sfigato. Oh no sono depresso. Oh oggi è venerdì 17 che sfiga, che tristezza. Nessuno mi capisce, sono triste e solo.
Ciance e vanità. Come sembra tutto inutile, TUTTO.
"THERE HAS TO BE ANOTHER WAY FOR ME A WAY THAT LEADS FROM THIS INSANITY A WAY THAT LEADS FROM MY DESTRUCTION IN THIS WAY"
Sai perchè è inutile. In fondo lo sai. E' perchè tu non riesci a vivere. A vivere capisci?
Diglielo a chi vive sempre di venerdì 17, ogni giorno della sua probabilmente brevissima vita. Diglielo. Diglielo a chi non vuole vivere, ma solo sopravvivere...
Lo so che dovevo parlare altro in questi giorni, ma oggi il mio cuore aveva questo in mente. Perchè oggi, quando ho visto quelle facce, quelle foto, quando ho letto quelle notizie, ho pensato a quanto sia bella la mia vita. Con tutta la sua noia. Con tutta la sua tristezza e la malinconia. Con tutta la sua solitudine e le sue difficoltà.
Aprite la porta dietro casa. E forse poi non vorrete morire.
Ma vorrete vivere da morire.
2006/2/14 Regina Hominis : St. Valentine Special
La scacchiera del mondo è stata da millenni in continua evoluzione, spesso drammatica e catastrofica, altre volte decisamente più pacifica. Talora capita che l'evoluzione avvenga in modo estremamente sottile e anzi ascoso, sotterraneo. Così è accaduto per la regina, e regina dico non a caso, poichè tale ormai si è fatta la donna.
"Gli uomini hanno soltanto due cose per la testa. L'altra è il denaro." Moreau
Non c'è giocatore che riesca a muovere la regina, giacchè è lei a muovere sè stessa e le altre figure. E' lei a "giocare", lei è il vero signore delle marionette, gioca. La ricordavano come colei che
"dà per gli occhi una dolcezza al core che 'ntender no la pò chi no la prova" Dante, nei confronti di Beatrice
Oggi si è ricordata che per diventare regina era meglio utilizzare curve di un'altra parte del corpo, molto più maliziose e sensuali.
"La donna, solo il diavolo sa cos'è: io non ci capisco niente" Fedor Dostoevskij
La regina non offre risposte, e non conosce perchè. Ma solo perifrasi lunghissime, in cui il significato si perde nel miele che le parole offrono, e finito il miele finisce anche la possibilità di conoscerla.
"Le donne non hanno niente da dire, ma lo dicono così bene!" Oscar Wilde
Già non parla più, le sue porte sono chiuse, sola se ne sta sul trono, lo sguardo fiero e altero mentre osserva onnipotente le pedine che ululano dinnanzi a lei. "La fede nelle femmine è come l'araba fenice: dal Così fan tutte di W.A. Mozart
E quanto ne hai patito e quanto ne hai sofferto, chi potrà mai dirlo? Lo capiranno forse le ottuse pedine che ti stanno accanto? Non vedono la loro condizione, certo non vedranno quella cicatrice sanguinolenta nella tua anima.
"Perchè non parli?" Michelangelo, dopo aver osservato il suo Mosè
...dall'indifferenza.
"è da compiangere l'uomo che ha a che fare con tali esseri, quasi spettrali, necessariamente insoddisfacenti. Ma proprio esse possono eccitare al massimo il desiderio dell'uomo: egli cerca la loro anima - e continua a cercare" Friedrich Nietzsche
Continuerà davvero l'uomo a cercare la sua corona? Io ci ho provato. E il mio cuore è ormai lacero.
POSTFACTIO "REGINA HOMINIS" (importante)
Una postfazione è quello che serve: è un intervento molto duro, polemico, acido. Non è uno scritto pensato oggi, ma risale a qualche mese fa, e ad una situazione sentimentale molto oltre la normalità. Mi sono chiesto, visto che il 14 Febbraio ricorre San Valentino riconosciuta in via universale come data della "festa degli innamorati", cosa potessi scrivere per concludere l'argomento "Amore e amore", e coniugarlo definitivamente con l'incomunicabilità della società. E mi sono ricordato di questo lavoro, scritto di getto una notte di pochi mesi fa con l'anima lacerata da una "regina di uomini". E' uno scritto che non avevo più ripreso in mano, o rielaborato, ma è rimasto lì come quella notte è nato, con tutta la sua rabbia, con tutta la sua frustrazione...
...con tutto il suo Amore. Se oggi lo guardo in effetti mi ricorda la più grande dimostrazione di quello che può essere l'Amore (vero) nella sua visione dell'Amore per un amante e dell'Amore per un'amica. E' sempre così, penso ci si accorga davvero dopo tempo, con la mente lucida e fresca, dell'aver amato qualcuno o qualcosa.
Vi chiederete come possa vederci Amore. Probabilmente ci leggerete solo la misoginia che mi turbava il cuore in quel momento, misoginia che mi era nata per richiudere i tagli che l'anima aveva subito, e per dare una spiegazione infantile all'incomunicabilità che era sorta tra la mia e l'altra persona. Si c'è misoginia: il testo di per sè è nato come un violento atto di repulsione nei confronti della donna moderna, che conscia di detenere un forte potere estetico/ormonale/sessuale sull'uomo, ne abusa in modo vile e scorretto, calpestando e infrangendo la sensibilità di animi troppo esposti. Come il mio, colto in un momento di guardia abbassata. C'è sdegno anche nei confronti degli altri uomini, che si fanno pedine soggette al gioco della regina, e sebbene abbiano la possibilità di liberarsi dalla schiavitù che ad essa li lega preferiscono rimanere delle ottuse larve piuttosto che i maestosi re al centro del gioco stesso.
Sono ragionamenti questi dovuti forzagioco allo stato del momento, e quelli su cui non voglio porre l'attenzione: sono infatti troppo generalizzati, e mi rendo conto dell'ingiustizia del portare tutti sullo stesso campo da gioco. Magari lascerò dello spazio a una riflessione futura sul rapporto uomo/donna...ma ci sono alcuni aspetti che voglio rimarcare.
Il testo: esso è un mio regalo per San Valentino che rappresenta cosa significa in realtà Amore. Amore non è il contenitore di buoni sentimenti venduto ogni 14 febbraio. Non è solo la bellezza dolce e beata dei giorni di festa, non è solo un abbraccio, un bacio, un regalo, un fiore. Amore è anche la malattia, il pianto di chi ha sofferto, gli squarci nell'anima dopo un brutto accadimento, il dolore che ti tormenta quando continui ad avere ciò che vuoi....ma non ciò che ti servirebbe.
Eccolo il mio testo, scritto per una persona che l'anima è stata capace di distruggermela in modo sottile sottile, e alla fine mi sono accorto che era ridotta a brandelli. Il mio testo è anche un invito per voi innamorati (o presunti tali) che vivete un'esperienza con un'altra persona: godete dell'esperienza, ma fate attenzione quando entrate nell'anima di qualcuno, ne strappate un pezzo, e lo cambiate con un brandello della vostra.
L'Amore: quello rappresentato nel testo non è tutto l'Amore della vita. E' l'Amore per gli amanti, e per gli amici, componenti vitali ma comunque non globali.
L'incomunicabilità: nel testo fa spesso rima con la non sincerità. Questa distrugge l'anima senza cambiarne i pezzi, ma bucandola e foracchiandola. Perchè ogni volta che non capisci, non riesci a far capire e conoscere ti ritrovi nella condizione di un libro abbandonato in una biblioteca sepolta da macerie e impossibile da ritrovare: INUTILE. A voi innamorati lancio dunque un altro appello: non siate affamati dell'anima altrui, lasciatela alla persona a cui appartiene. Siate onesti, liberi, più semplicemente di ogni cosa APERTI. Fermatevi, comprendete. Vivete l'esperienza assaporandola attimo per attimo, senza affanni, con sincerità.
Capirete allora anche il mio testo e il mio regalo a tutti di buon San Valentino, non certo la solita banalità in commercio, ma un vero pezzettino di Amore, il mio.
Per me, chissà non riesca a trovare qualcuno che venga a volare con me sulla Luna, e vedere la primavera su Saturno e Marte...
Fly me to the moon and let me play among the stars...
let me see what spring is like on Jupiter and Mars...in other words, hold my hand, in other words, baby kiss me...
Fill my heart with some,and let me sing for ever more...you are all I long for, all I worship and adore...in other words,please be true...
in other words...I love you! (thank you Frank!!!)
2006/2/10 Le Cirque de la Vie: live scenes from a blogSolita mattina, solita sveglia, solita vestaglia. Alzati su, via in bagno, sapone in faccia e spazzolino ficcato tra i denti. Bene, ora almeno sono cosciente. E così solita acqua in ebollizione per il solito tè caldo al limone, solita colazione biscotti e yoghurt. Il solito grigiore di una grande città. Io amo i servizi delle grandi città, ma dopo due giorni ne sono saturo: troppo inquinamento, al diavolo ho sempre questa fastidiosa tosse, troppo scure, ma il sole si è perso tra i palazzi?, troppa gente o troppo poca su una superficie sempre grande, e la gente è la solita gente che non ti regalerebbe un sorriso nemmeno se glielo pagassi. E puzzano diamine, perchè?
Poi magari accade che apri la finestra e ti ritrovi a fare "oh!":
Come ieri. Ah per la cronaca grazie Nicola per la foto: l'essenza della sospensione. Ma dove va a finire la testa in quei momenti in cui sei stupito per qualcosa? Eccolo là, il sole, che giù giù per l'atmosfera terrestre ha portato i suoi raggi alla velocità della luce a infrangersi sui tetti di lamiera che rivestono i palazzi a lato, e intanto sbattono sulla parete color beige del palazzo di fronte entrando infine attraverso la finestra. Ecco questo è stato un vero momento da ricordare nel blog, perchè in fondo anche le città ti possono stupire alquanto. Anche rimanere alla finestra con la brezza mattutina che ti soffia sulla faccia per 2 minuti in silenziosa contemplazione.
E poi via, ti rimetti il tuo bel giubbotto in pelle, la papalina, i Ray-Bans e sei in strada con la tua bici. E in strada la città è davvero sempre quella: solito traffico, solito casino, solita gente.
Ultimamente anche la solita faccia:
Confesso che quando l'ho vista mi ha suscitato un certo senso del delirio di onnipotenza. In tutta la faccenda della campagna elettorale, e ne parlo solo un momentino perchè ormai siamo tutti già stufi di sentirci così strumentalizzati con tutta questa propaganda, c'è una cosa, una soltanto che inizia a torcermi le budella dal nervoso. La propaganda stessa. Oh ma andiamo! Guardate che cos'è la politica al giorno d'oggi. La politica è di chi appare più in televisione, di chi insulta di più, di chi attacca Berlusconi e non dice nulla su ciò che vorrebbe fare, e di chi fa ma sparla di continuo, è la politica di una generazione di vecchi inaciditi e consumati sulle proprie poltrone del potere...ma qual'è l'età media di chi è in politica scusate? E' la politica dello "show-business", la politica delle dichiarazioni a effetto, del voler piacere a tutti a tutti i costi. Bastardi schifosi politici italiani, lasciatemi che vi dica una cosa. Io non sono un imbecille. La propaganda elettorale è lecita, ma voi non dovete reclamizzare la vostra politica come se vendeste aspirapolveri! Voi dovete vendere idee, valori, modi di amministrare. Perchè vi ricordate ancora vero cosa vuol dire amministrare una comunità?
Quando sono diventato consigliere comunale nel 2004, avevo appena 19 anni, e ne avrei compiuti 20 di lì a pochi giorni. Ero la matricola politica che improvvisamente aveva vinto le elezioni. I soliti ruffiani pronti a telefonarti e a dirti "ehi guarda che sono a tua disposizione per qualsiasi cosa". Già come no, però poi ti ricordi alle prossime elezioni eh? Ma in fondo la cosa mi stava bene, è sempre stato così nel teatrino della politica. "Ora almeno sono qualcuno, per qualcuno". E mi ero reso conto che forse ero diventato consigliere comunale troppo presto, perchè ero troppo narciso nel pensare che sarebbe stato solo un gioco che ti avrebbe reso importante. Poi finalmente ho realizzato cosa significhi essere amministratori: significa responsabilità, tutela di chi ti ha votato e di tutte le altre persone che non l'hanno fatto. Significa che tu vali zero, i tuoi cittadini valgono tutto, perchè il tuo bene viene solo ed esclusivamente dopo il bene di tutti. Tu rappresenti i loro sogni e le loro speranze, le loro aspettative e le loro richieste. Questo è il buon amministratore, e specialmente il buon Politico. E su questa strada ho inaugurato la mia carriera politica: nell'ottica di Cicerone, che soleva dire "Vir bonus, dicendi peritus".
Si dice che la vera decadenza dell'Impero Romano coincida con la caduta del binomio "senatus populusque". Se così è, allora l'Italia, e forse il Mondo intero, sta davvero precipitando nella fogna...
...e torni a pedalare per le vie della tua città. Ancora la solita gente, ancora il solito grigiore indistinto del circo della vita. 2006/2/7 A musical "pot-pourri"Ho iniziato il blog con l'espressione "Turn The Inside Out", e in un qualche modo credo di averla rispettata. E' un'espressione che tuttavia non basta per un settimana, nè per un mese o per l'intera vita del blog, perchè in fondo è la vita del blog stesso. Quindi la elevo a frase caratterizzante il blog stesso, una proiezione a modo mio del mio...io. Ecco così ho reso simpatica una frase complicata, come il mio blog. E se seguite la catenza di complicazioni arriverete, forse, a qualcosa del mio "io". Ma per rappresentare un qualcosa di complicato bastano davvero le parole?
Che bello usare le domande retoriche al contrario: si in effetti a modo loro basterebbero forse pure. Facce perplesse? Tutt'altro.
Pensate al nostro amato idioma italico. E' una lingua fonetica, ergo a ogni carattere un suono, proprio grazie alla sua derivazione latina. Bene ottimo già siamo sulla strada per dire come di fatto l'utilizzo di certe parole favorisca il ricordo (sonoro in particolare) di certi pensieri/immagini/in generale cose. Da qui l'utilizzo di un certo tipo di rime, di onomatopee e via via con tutte le figure di suono, di senso e di significato.
Certo però io di nome non faccio Dante, ma Filippo, e se la tecnologia informatica mi dà degli strumenti facilmente accessibili per dotare il mio pensiero di quelle sfumature grafiche e sonore che lo rendono più completo, perchè non sfruttarla?
Le immagini delle pubblicazioni mi paiono eloquenti. Ancora più eloquente è il sonoro di sottofondo che permea il blog. Esso sarà sempre in sintonia con l'ultima riflessione che pubblicherò, e potrà assumere tonalità tra le più varie in relazione al contenuto della pubblicazione stessa...ora suona ironica questa "All you need is Love", davvero...
Certo non non aspettatevi sempre una canzone: se questo blog è il mio animo, sarà mutevole con esso, e più probabilmente il silenzio sarà d'oro nel rispecchiarlo...
Manca solo la nuova parola della settimana, giornata ideale per cambiarla, mi sento particolarmente frizzante dopo aver rivisto Pamela...accidenti sono passati solo 3 anni e mi pare ne siano passati in realtà più di 10...mi chiedo sempre quand'è che le persone iniziano a cambiare. Forse chissà cambiano la notte, mentre dormiamo...ho già la prossima pubblicazione in testa...
PAROLA DELLA SETTIMANA: WAVES OF THOUGHTS
Bene, con in testa l'esame di Fondamenti di Comunicazioni non potrebbero che essere onde di pensieri... 2006/2/3 It's easy: all you need is loveFacile dicevano quattro strani personaggi di Liverpool in quei pazzi anni '60. Così facile: non ti serve altro se non "amore". Quattro personaggi, quattro baronetti, profeti di mode che dureranno per anni e anni a venire. E dannazione come fai a non seguire le parole di simili persone?! Aspetta un momento però, che diavolo è questo "amore"?
Così, visto che fin dalle elementari cresci con in testa le parole "IPSE DIXIT" è ovvio che se vuoi conoscere qualcosa ti rivolgi a un maestro. No, non un maestro qualsiasi. Un Maestro, con la M maiuscola. Io ne ho provati ad ascoltare ben 3:
Platone:”L'amore? Un'aspirazione al mondo divino delle idee!” Sant'Agostino:”L'amore? Perfetta carità, sceso direttamente a noi da Dio!” Empedocle:”L'amore? Ciò che rende unità il molteplice!”
Gran bella retorica filosofica direbbe qualcuno. Ma guarda là: tre maestri di filosofia e tre definizioni diverse, una diversità che si estende per molti e molti altri personaggi. Definizioni. "Amore". Facile. Oh al diavolo! Prendi il vocabolario, lettera A. "Amore". Beh almeno esiste. "Inclinazione dell'animo verso", definizione standard. Ma cosa sia quell'inclinazione non troverai anima viva capace di spiegartelo. Io però sono un'anima testarda. E ho cercato ancora. L'ho cercato tra gli scaffali del supermarket, dal macellaio di fiducia, l'ho cercato dall'edicolante e persino dal barbiere. L'ho cercato per strada gridando il suo nome, e ho affisso cartelli sperando di trovarlo. L'ho cercato ai quattro punti cardinali, lungo la rete ferroviaria e attraverso quella telematica. Ah l'"amore"! Qualcuno piuttosto sdolcinato direbbe “è una febbre che ti sale dentro, aumentano i battiti, provi forti brividi, balbetti…insomma ti innamori”. Coinvolgente: sembra una ricetta per preparare l'ennesima torta dall'aspetto delizioso e dal sapore indecoroso. Qualcuno invece piuttosto religioso preferirebbe una battuta del tipo:”fede, speranza, carità. Amore è donare e niente ricevere”. Molto poetico e toccante invero, eppure gli ingredienti sembrano non bastare ancora. Non serve cercare la parola "amore". La società occidentale ne è permeata, strapiena. Branco di stolti ottusi innamorati che non siamo altro. Guarda un pò , "amore", la melassa che cosparge con un sapore dolciastro l'essenza ultima delle cose immateriali. "Amore", eccola quella nebbia che socchiude ai sensi la parte più alta dell'umana ragione. "Amore" già, come gli angioletti Fiorucci, l'sms "TVTB", la scatola di Baci, il meraviglioso mazzo di fiori. "Amore". Un modo per inscatolare e incellophanare tante sensazioni, tanti pensieri, tante emozioni all'interno di un unico vaso e consegnarlo dritto sulla tavola del consumatore, l'ennesima persona che ascolta un tuo “temo di essermi innamorato!”. Innamorato? Magari quando hai guardato quella ragazza ne hai ammirato la bellezza, il candore della pelle, i capelli un poco riccioluti e di un biondo angelico, hai seguito il contorno del suo viso attraverso quelle sopracciglia appena disegnate e un po' appuntite, posandoti su quegli occhioni spalancati e messi in risalto da un trucco molto lieve. Magari quando ci hai parlato hai orecchiato la sua voce, e ti è parsa la melodia che il vento faceva in quel bosco poco distante da casa tua riecheggiando tra querce e frassini. Hai apprezzato il suo modo di parlare, così rapido e distratto a causa di quella punta di logorroicità, e carpito i suoi ideali, quasi ti si schiudesse un nuovo mondo davanti. E ti basta parlare di "AMORE"!?!? Vedi tua madre dannarsi di lavoro per te, e ti senti arrabbiato per non poterla aiutare, ne ammiri la forza e la determinazione ogni giorno mentre lotta per tenere unite delle persone, e ti rendi conto che non potresti sentire qualcuno criticarla, che non potresti e non vorresti perderla da quanto ne sei attaccato, che senti il calore delle sue parole mentre ti conforta in un momento di debolezza. E ancora parli di "AMORE"?! E quando conosci una persona, e ti rendi conto che pur essendone amico, pur parlandoci assieme, provi un legame così forte con lei che vorresti essere qualcosa di più vicino, ma per non allontanarti definitivamente ti accontenti, ti accontenti di chiamarlo "AMORE"?! Vi racconterò un segreto. Non mi va personalmente di parlare di amore: se solo intuissi la prima parola della definizione di “amore” sarei la persona più saggia scesa in Terra dopo Cristo. L'amore non so cos'è, qual è, dov'è e perché si chiami davvero “amore”. Temo tuttavia che “amore” sia diventata la scorciatoia preferita degli esseri umani, già, quel bel pulsante di uscita rapida da una difficile conversazione, la sepoltura definitiva di tutto ciò che una persona si tiene dentro e non vorrebbe dire, o forse vorrebbe davvero. Ciò che scriviamo, ciò che diciamo non basterà mai a colmare ciò che la mente elabora, ciò che l'animo sente. No, nemmeno dire "TI AMO" in tutte le lingue del mondo basterà mai, in barba a quel fenomeno da circo chiamato Pieraccioni. La più piacevole delle menzogne e il più crudele dei castighi...eccolo l'amore della società moderna: l'uomo bussa ormai alla porta dell'ubiquità, e ovunque può trovarsi. Ma a che prezzo? It's easy: all you've lost is love.
Facile. Perdendo l'amore, quello vero. Pagando ogni giorno nel consumare valori emozionali e contatti visivi ineguagliabili. E grazie anche ai media che ci permettono delle bellissime avventure relazionali "semplificate". Benvenuti nella società moderna. Benvenuti nella catena di montaggio dove si imballano gli spiriti umani, oggi nella corposa offerta speciale 3 innamorati al prezzo di 2. Magari se siete davvero fortunati vi portate a casa qualche frase del tipo “l'Amore: lo spazio tra le parole TI e AMO”: solo per i più bravi anche una scorta di gioia! Benvenuti nella società dell'”amore”, nell'impacchettificio delle coscienze. Che la banalizzazione delle vite abbia inizio: amiamoci. |
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