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2006/1/28 Snowy dustNon riesco davvero a capire.
Se poso il mio sguardo oltre la finestra vedo solo bianco, per tutta l'ampiezza della visuale. Bianco.
A cosa lo associ il bianco? Alla neve? Si è neve, gelidamente bella, terribilmente fredda. Assomiglia tanto al mio animo, così freddo, così pungente. Sembra candido, ma la neve se la tocchi fa male. Brucia, accidenti quanto brucia: come la mia rabbia, la mia frustrazione. Come l'angoscia che ti assale quando pensi che il tempo sta scorrendo e tu sei in attesa di qualcosa, qualcosa che potrebbe non accadere perchè non lo sai cercare...
E intanto ringrazi le Ferrovie dello Stato. Un'ora e mezza di attesa nel vuoto pieno di persone di una stazione enormemente fredda, salvo scoprire che il treno non c'è, dimenticato, cancellato, chi lo sa? E chi lo sa non può dirtelo perchè non puoi raggiungerlo...un altro punto bianco, come la vacuità della situazione.
Pensare a quel muro bianco là fuori come una coperta amica è sempre più difficile. Dovrebbe essere un grazioso dono, in fondo viene dal cielo.
Poi ti ricordi che dal cielo vengono le bombe.
Nemmeno le colombe sono poi così bianche come le raccontano. Piuttosto ingrigite direi. Forse si chiederanno in che mondo confuso stiamo vivendo, e che confusione vivono i nostri cuori. Forse si chiederanno se esiste ancora la pace, o forse la guerra. Perchè sappiamo ancora qual'è la differenza tra uno stato di pace e uno stato di guerra? Perchè ogni giorno che passa mi sento sempre in guerra se non vedo nessuno tentare di uccidermi? Dov'è finito il bianco? Chi ha rapito il mio nero?
Forse non vedo un muro bianco fuori dalla mia finestra. Forse sono sepolto sotto quel muro. E forse non è poi così bianco, anzi è chiaramente grigio. E non riesco a toccarlo, non sento il freddo mentre ci passo attraverso, ma è fine, sottile, e mi fa tossire e lacrimare. Perchè quello che ho attorno non è neve. Quello che ho attorno è polvere.
Forse...forse è persino quello ho dentro.
![]() 2006/1/22 It's me....Pippo!Eccoci qua...non ho mai avuto un blog, spesso ho pensato di scriverne uno, sempre ho creduto non sarei riuscito a tenerlo aggiornato. Ora ci provo. Anzi ora lo faccio (as Yoda says:"fare o non fare...non esiste provare").
Non mi voglio nemmeno presentare, faccio subito il cafone, e lascio che sia tutto il contorno a parlare del mio di fuori. Questo blog è il mio "vero" dentro, posto che ne abbia uno di vero...
PAROLA DELLA SETTIMANA: TURN THE INSIDE OUT
E' la solita parola che troviamo scritta nei capi di abbigliamento di produzione estera (ergo: quasi tutti). Ribalta il capo per lavarlo, rovescialo, tira fuori la parte interna. La parola del giorno è questa, il significato del blog: spesso sarà un bel pacchettino confezionato di rose e profumo, o spesso ancora del vomito puzzolente, acre e infestante. E' ciò che abbiamo dentro un pò tutti: i buoni e i cattivi sentimenti, il bianco e il nero, la salute e la malattia, l'insicurezza e la fermezza e via via in un climax crescente di antitesi. Concordia di opposti fin dalla nascita visto che nati dall'unione di uomo e donna. Concordia di opposti è ciò che abbiamo dentro: è quello che vi regalerà il mio blog. E chissenefrega se vi farà schifo. E' il mio ego, e mio soltanto. Qui entrate nella mia mostra, dove sono esposti i dipinti della mia anima: non li potete imbrattare come volete, ma potete vederli per una volta tanto. Sono sempre stato succube di ciò che gli altri pensano di me, anzi per essere preciso lo sono ancora. E quanto ne sono condizionato...ma qui no. Qui domina la parola del giorno. Qui sono solo io, non siete voi. Anticonformista dite? Forse, o forse no. Cerco di essere solo io. E in questa società malata di copie in carta carbone, qualcuno dovrà pur esserlo sè stesso, con sincerità. Benvenuti in un blog nuovo, lontano dalla follia della gente, e dalla folla impazzita (far from the madding crowd...). |
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